c'è gente che muore di fame

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070410

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c'è gente che muore di fame





Già, ed è pure tanta, tantissima, ovviamente troppa.

Forse a volte accade che le famiglie, abituate a vivere con i prodotti della terra, generino molti figli come forza lavoro, e lo stato, pur avendo le risorse necessarie, non riesca a garantire un’alimentazione adeguata alla popolazione; in altri casi forse potrei dire che sono le grandi multinazionali a sfruttare le risorse di un paese già povero, e a non sostenere poi la popolazione in difficoltà. Di tutto questo, e di molto altro ancora, potremmo discutere una vita intera ma credo che non arriveremmo mai a nulla!

C’è stato un periodo in cui mi crucciavo molto per tutto questo e ho iniziato a pormi una domanda: perché molti di noi, che abbiamo tutto oltremisura, che con la spesa della famiglia di una sola settimana potremmo sfamare molte di quelle persone, se pensiamo al poco o nulla che sono abituate ad avere, non sono capaci di dare nulla? Non è vero che non possiamo. Anche il più povero di noi è ricco e potrebbe rinunciare a qualcosa per dare a chi ha meno. Quello che per noi sarebbe pochissimo, per qualcun altro potrebbe essere moltissimo, e perché spesso non ci pensiamo, o ce ne freghiamo, o abbiamo anche la faccia tosta di dire che non possiamo permettercelo?

I miei genitori mi hanno insegnato a dividere quello che avevo, per pur poco che fosse, con chi aveva meno di me (e ci tengo a precisare che in casa mia spesso e volentieri si faticava ad arrivare alla fine del mese).
Avevo 6 anni ed era sabato, suona il campanello: era un “vu cumprà”, marocchino , tunisino o algerino, questo non lo ricordo ma poco importa, voleva venderci qualcosa. I miei lo incoraggiarono ad entrare e gli offrirono il pranzo, si sedette a tavola con noi e mangiò con noi il nostro pranzo. Disse che aveva 5 figli, vivevano tutti in una stanza, e avevano ancora 7 panettoni da mangiare.
Ero sconvolta da comportamento di mamma e papà, ma ho capito che forse quegli stranieri erano persone come me, solo un po’ più bisognose!

Tenete presente che io passavo il mio tempo con mia nonna, che pur essendo una bravissima persona, aveva trascorso la vita in un paesino di 2000 anime e per lei gli stranieri erano “i neri americani” venuti con la guerra, e loro soltanto,insomma gli immigrati erano degli alieni da cui era meglio stare lontano di cui non fidarsi assolutamente: ero a casa sua e arriva un “vu cumprà”, un ragazzetto che avrà avuto 15 anni, lei gli dice “prendi le mille lire o prendi l’arancia!” Lui prese i soldi e scappò rubando l’arancia,mi ricordo ancora gli improperi che lei gli rivolse!
E’ stato allora che ho iniziato a pensare che ognuno di noi dovrebbe farsi, una volta nella vita, un mesetto in un paese del terzo mondo per toccare con mano.
Chi l’ha fatto mi dice di essere tornato stravolto da questa esperienza e con il dolore negli occhi, ma con la consapevolezza vera di cosa siano la fame, il dolore, la sofferenza ma anche la gioia di vivere, l’allegria, la capacità di essere felici pur non avendo nulla.

Vi lascio con questo spezzone di un intervista a suor Emmanuelle Cinquin:
“l'amore è più forte della morte, più forte del denaro, della vendetta e del male: alla base della mia missione vi è sempre stata questa consapevolezza. Non a caso, nelle mie bidonville ho sempre incontrato più sorrisi e gioia di quanti ne abbia trovati ovunque in Europa e in America. Ho viaggiato a lungo in tutti e cinque i continenti: nei Paesi devastati dalla guerra, dalla fame, dalla violenza, dalla prostituzione. Ebbene, dovunque ho incontrato donne e uomini capaci di lavorare per la pace e l'amore, malgrado tutto. Dovunque imperversasse la violenza, ho assistito alla fioritura della vita. Persino negli angoli più bui non mancavano mai "oasi di Paradiso" e ciò proprio in virtù dell' amore".

E allora noi, con la panza piena e il bancomat pronto da usare, non avremmo qualcosa da imparare da qui?

mammasandra

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Messaggio il Mer 07 Apr 2010, 14:26  Ospite

X intanto, mi levo il cappello
Brava!

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Messaggio il Mer 07 Apr 2010, 14:38  Ospite

pa&twins ha scritto:X intanto, mi levo il cappello
Brava!

grazie Embarassed

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Messaggio il Mer 07 Apr 2010, 15:23  Ospite

Io non ho il cappello ma mi levo volentieri la parrucca!
Brava Ale, sono quantomeno riflessioni da fare... se poi si riuscisse anche ad agire sarebbe meglio, ma già essere costretti a pensarci è una buona cosa!

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